Vendemmia 2017, Cecci: “Piogge salutari, speriamo mantenga questo clima”

Almeno due settimane di anticipo sulla tabella di marcia per la vendemmia 2017. Prima le gelate, poi il gran caldo e la siccità, ora le piogge e la speranza che la stagione possa volgere al meglio. Massima allerta per il mondo del vino orvietano alle prese con una stagione alquanto imprevedibile che sta mettendo a dura prova la conoscenza e l’esperienza dei produttori.

Siamo in anticipo di almeno due settimane sulla vendemmia e questo è il trend che probabilmente seguiremo nei prossimi giorni” dice il presidente del Consorzio del Vino di Orvieto, Vincenzo Cecci. “Sinceramente ad inizio agosto eravamo abbastanza preoccupati sull’esito di questa stagione. Il grande caldo e la siccità avevano messo in seria difficoltà molte produzioni locali, poi le abbondanti piogge delle ultime settimane e l’abbassamento delle temperature ci hanno fatto ‘respirare’. Soprattutto hanno fatto bene alle vigne”.

Riavvolgendo il nastro la memoria dei produttori corre allo scorso inverno, quello delle grandi gelate, quello dei fuochi accesi di notte tra i filari per difendere l’uva dal gelo. Poi dal mese di maggio lentamente sono sparite le piogge. Il sole che è arrivato a picchiare oltre i quaranta gradi rischiando di dare il colpo di grazia alla produzioni. “Nelle zone più esposte – spiega Cecci – le uve si sono indurite, addirittura sono state completamente bruciate dal sole. Nelle vigne più coperte, dove, seppur con largo anticipo, la maturazione delle uve si è completata i risultati sono stati buoni”.

Le prime uve arrivate in cantina sono state quelle dello Chardonnay. “Uve sane, con un buona gradazione – dice Cecci -. Ovviamente in quantità abbastanza sotto la media”. Ora nei cassoni che entrano in cantina c’è il Pinot, ma a cambiare il destino della stagione sono sopraggiunte le piogge.

I prossimi giorni di vendemmia – spiega proprio il presidente del Consorzio del Vino, Vincenzo Cecci – saranno determinanti per capire quanto abbiamo inciso le precipitazioni dei giorni scorsi e l’abbassamento delle temperature. Dai primi sopralluoghi abbiamo notato un miglioramento della situazione generale delle vigne, anche di quelle che sembravano più compromesse. Per avere un quadro della situazione più puntuale avremo bisogno di effettuare le prime analisi sulle uve portate in cantina nei giorni a seguire”.

Ad una prima stima la produzione dovrebbe attestarsi nell’ambito di una riduzione superiore al 40% ma in termini di resa dell’Orvieto il presidente del Consorzio è sicuro che non ci saranno problemi nel raggiungere i limiti fissati dal disciplinare.

L’enigma di ogni annata, specie di quelle così altalenanti, resta sempre quello della qualità. Argomento sul quale è difficile sbilanciarsi. “A determinare l’esito di questa stagione saranno le condizioni climatiche dei prossimi giorni – ammette Cecci – Bisogna, ovviamente, diversificare le valutazioni tra le vendemmie delle uve precoci e quelle classiche. I segnali per una buona qualità ci sono, ma abbiamo bisogno che il clima continui ad essere favorevole”.

fonte : orvietonews.it