“Il Castello di Meana in Val di Paglia”. Nono numero per i “Quaderni Alleronesi”

Dalla raccolta di immagini alle ricostruzioni grafiche curate dell’architetto Simone Moretti Giani e catastali, tra ricerche, stesure e confronti, sono serviti sette anni di intenso, appassionato lavoro sulle tracce della storia dell’antico borgo contadino di cui si hanno notizie già a partire dall’800 d.C. e bene della mensa vescovile dal 1273.

Ne è nato il volume dal titolo “Il Castello di Meana in Val di Paglia” firmato a quattro mani dallo storico locale Claudio Urbani e dall’archivista esperto della Diocesi di Orvieto-Todi, Luca Giuliani, che costituisce il numero 9 della collana di riviste “Quaderni Alleronesi“, edita dal Comune di Allerona e dedicata alla riscoperta e alla valorizzazione della storia del territorio.

27 aprile 1273: atto di compravendita con il quale il vescovo Aldobrandino Cavalcanti acquistava la Tenuta della Meana (AVO, Cartulari, Codice A, c. 159)

Il libro che ripercorre quella della Tenuta di Meana, “sviluppatasi attorno all’omonimo castello, da quando divenne proprietà del vescovo di Orvieto fino allo spopolamento causato dall’esodo mezzadrile che ha interessato le campagne italiane nella prima metà del ‘900” sarà presentato alla cittadinanza giovedì 6 settembre alle 16.30 nella Sala Parrocchiale di Allerona Scalo, giusto in concomitanza con i tradizionali festeggiamenti in onore della Madonna Addolorata.

AVO, Archivio della Mensa Vescovile di Orvieto (AMVO), Parte antica, Cabrei, 1, p. 97

 

Accanto al sindaco di Allerona Sauro Basili e al sindaco di Castel Viscardo Daniele Longaroni, a don Eugenio Campini e don Luigi Farnesi, parroci rispettivamente di Allerona Scalo e Allerona, interverrà Luciano Osbat, già docente di Storia Moderna e Archivistica Generale all’Università degli Studio della Tuscia, direttore scientifico del Cento Diocesano di Documentazione per la Storia e la Cultura Religiosa di Viterbo e presidente del Centro di Ricerche per la Storia dell’Alto Lazio.

In questa ricostruzione – anticipano gli autori – si intrecciano figure di signori in lotta tra loro per il possesso delle terre e storie di uomini, quelle che interessano di più, in lotta per la sussistenza su terreni sottratti al bosco e avari di ricchezze. Si parla di papi, condottieri, vescovi, ma anche di agricoltura, della vita contadina e delle sue dinamiche, di coltivazioni, di andamenti climatici, di mezzadria e di mercati.

È la storia dello svolgersi della vita e della fatica quotidiana dei nostri avi, ed è anche lo specchio della nostra attualità. Il presente di molti di noi, la quotidianità, in fondo, non è altro che l’evoluzione moderna delle scelte dei nostri nonni e trisavoli, in larga parte scesi da questa collina per chiedere alla vita maggiori conforti e mettere in campo gli strumenti della conoscenza che possono consentire oggi a noi di andare dentro e oltre la modernità“.

fonte orvietonews.it

(immagine di testa : Il Castello di Meana nel XIII secolo, al momento del suo acquisto da parte del vescovo di Orvieto  – ricostruzione grafica a cura di Simone Moretti Giani)

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