“Ventanni”, un’etichetta per celebrare il legame tra Riccardo Cotarella e San Patrignano

Quando Vincenzo Muccioli diede vita alla Comunità di recupero di San Patrignano, in Romagna, a due passi da Rimini, la cantina fu uno dei primi settori di formazione, già dalla fine degli anni Settanta. All’epoca, si trattava di pochi ettari, a Sangiovese e Trebbiano, vigne ben curate, vendemmia manuale e pigiatura con i piedi, un torchio e cinque botti di legno. Il salto di qualità arriva negli anni Novanta, quando i filari arrivano a coprire 100 ettari, ma è con l’arrivo di Riccardo Cotarella, nel 1999, che la viticoltura a San Patrignano diventa qualcosa di estremamente serio.

Si impiantano i principali vitigni internazionali, a bacca rossa (Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc) e bianca (Chardonnay e Sauvignon Blanc), vengono rinnovati gli impianti di Sangiovese e Trebbiano, ed il risultato è sotto gli occhi di tutto il mondo del vino: dalla cantina, di 5.700 metri quadrati, dove trovano spazio le migliori tecnologia, nascono vini di alta qualità, prodotti dal lavoro di 75 ragazzi della Comunità, capaci di guadagnare fette di mercato e riconoscimenti. Vent’anni, tanto è passato da quando l’attuale presidente di Assoenologi e dell’Union Internationale des Oenologues è arrivato a San Patrignano, raccogliendo una sfida difficile ed ampiamente vinta, celebrata simbolicamente nell’unico modo possibile: con un’etichetta, chiamata semplicemente “Ventanni”, proprio a sottintendere la strada fatta insieme, raggiungendo risultati concreti, ma soprattutto costruendo un legame profondo di amicizia, stima, affetto e sostegno reciproci. È un Sangiovese 100% Doc Superiore, a tiratura limitata di 6.500 bottiglie, che si aggiunge alle undici già in commercio tra bianchi, rossi e spumanti distribuiti in Italia e all’estero.

fonte : winenews.it

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