Cenni storici

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Di Monterubiaglio, ridente paesino a soli 15 km. da Orvieto, come riportato nell’effigie sulle mura del Castello, si hanno le prime notizie storiche nel Catasto Orvietano del 1292.

Il Paese è adagiato su vigneti collinari (340 m. s.l.m.) di argilla rossastra, (da cui “Mons Ruber” “Castrum Rubiagli” Castel Rubiaio).

Il centro storico caratterizzato da un crocevia tipico dell’Urbanistica Romana, è probabile che sia stato attraversato dalla Via Trajana Nova; variante dell’antica Via Cassia; tra Bolsena e Chiusi; valida testimonianza è un importante ara funebre ritrovata il secolo scorso nei fondi della Parrocchia di S. Antonio Abate, attualmente visibile presso il Museo Archeologico di Orvieto.

Negli anni ’60 durante la costruzione del Complesso Turistico Sabatini in località “Cannelletto” sono stati rinvenuti reperti archeologici di un probabile complesso termale  (acque solfuree e ferruginose) dell’epoca di Tiberio.
Il contado fu signoria degli Orvietani “Monaldeschi della Cervara” che, con alterne traversie di parentela si avvicendarono fino al 1650.

E’ documentato che il Borgo fosse recintato da mura che delimitavano la corte tra la piazza e la Chiesina ottagonale in località “La Madonna”.
Nel 1503, il paese venne saccheggiato dalle bande di ventura di Cesare Borgia.
Dopo il 1650, il Feudo passò nelle mani della Famiglia Lodovisi di San Casciano; poi ai Conti Negroni ed in ultimo ai Giberti-Macioti (1882 ).

I bassorilievi degli stemmi nobiliari sono incastonati nelle mura del campaníle della Chiesa Parrocchiale.
Nel Castello, come in tutti quelli che si rispettano, pare che nelle notti lugubri s’aggiri il fantasma di Giovanni Rinaldo II° Monaldeschi, assassinato dalla Regina Cristina di Svezia nel 1654.

Sulla storia del Castello sono stati pubblicati i volumi: “Storia e Cronaca di un paese intorno al suo castello” di Osvaldo Priolo (1980) e “Un fiume, un ponte, un Castello” di Sandro Bassetti (1994).
Nel 1611, Giacomo I° Monaldeschi della Cervara promulga lo Statuto del Castello di Monterubiaglio, importante strumento legislativo che regolava tutta 1’attività religiosa e socio-economica del contado; ancora oggi principalmente fondata sulla produzione del vino Orvieto D.O.C.

Nel 1652 viene istituita la “Festa della Madonna Assúnta” con la processione della statua in legno di pero attribuita all’arch. orvietano Ippolito Scalza, progettista della Chiesina ottagonale in località “La Madonna”.

La statua è ora visibile nella Chiesa parrocchiale dove esternamente, in una lunetta sopra il portale, si può ammirare una “Deposizione”: bassorilievo in terracotta di Adalgiso Fini.